DISCLAIMER: quello che segue è un papiro, leggere solo se si ha a disposizione il resto del mese
Allora, mi avvio verso le 5k mani al NL2: partivo da 40€ di BR di base. Ho cominciato mixando NL2/NL5 ma un simpatico cooler al secondo mi ha catapultato a 35€ e convinto di un fatto: va bene che i microlimiti li batto, ma un BRM 8x è eccessivo anche a quei livelli. Quindi mi sono armato di pazienza e ho cominciato a grindare il NL2.
Situazione
Total Hands: 4.631
bb/100: 20,99
Net Won: 19,44 €
Ho un $EV in positivo di circa 2€ ma è normale: per chi non mi conoscesse, io sono sculato di natura e non ho paura di gridarlo ai quattro venti. 
Fattore gioco: ero partito con un 17/11, ma mi è stato fatto notare che la forbice era fin troppo ampia. Sono già alla seconda fase del lavoro: la prima prevedeva di restringere il numero dei call, cosa che mi ha portato ad avere un rapporto da tight. Step two: mi sono dotato di una simpatica SHC di LeakFinder e sto ampliando il mio range.
Ormai faccio call preflop solo in tre casi: coppietta per set value, suited connectors in multiway rilanciato e qualche coldcall in posizione sulle 3bet.
Aspetto psicologico: mi sono dato un "mantra", ogni volta che mi scoppiano sorrido, se non ci riesco chiudo la sessione per punizione. Ne ho chiusa una all'inizio, poi niente più. 
Il lavoro mentale è fondamentale perché (e qui dico qualcosa in più del mio "buco" pokeristico) io non ho mai realmente costruito un mio BR partendo dalle basi: ho fatto bei soldini dovuti a colpi singoli, piazzamenti in MTT, ma quella che mi è sempre mancata è stata la costanza per salire di livello e migliorare. Inoltre studiavo poco e in maniera saltuaria, pensando che quel poco che capivo mi avrebbe aperto le porte verso gli high-stakes grazie al mio innato talento e al mio inesorabile culo. L'umiltà che ho sempre professato, insomma, non l'ho mai saputa applicare. 
Qualcuno penserà "Ma se hai detto che giocavi al NL50!". Vero, ci giocavo e ci ho anche guadagnato un bel po', al punto da passare a giocare al NL100. Peccato che ci giocassi da stackato: al NL100 ero totalmente scared money anche a causa di un BRM a dir poco disinvolto (sempre l'umiltà che manca) e una notte successe l'irreparabile... il peggior tilt della mia vita nel corso del quale mi fumai quasi mille euro gamblando qualsiasi spot marginale. Potreste dire: vabbè, ma erano soldi che avevi vinto! In parte sì... ma in parte, visto che al NL50 runnavo alla grande, erano stati aggiunti dai miei stacker per anticipare il level up.
A fine serata mi resi conto di essermi fumato diverse centinaia di euro non miei... danno non tanto grave economicamente perché, come potrete capire, chi stacka gente al NL100 non dipende da qualche centello, ma gravissimo da altri punti di vista, considerando che le persone che mi stackavano le stimavo e le stimo parecchio (se passate a leggermi, mi scuso ancora: prima o poi ve li rimborso, per principio).
Trascorse qualche giorno di "elaborazione del lutto" nel corso del quale avanzai qualunque ipotesi: rifaccio lo stack al NL20, provo a recuperare tutto a botta di MTT, mi faccio stackare da qualcun altro (pensata da essere indegno, ma non ero lucido: per fortuna non sono quel tipo di persona).
Alla fine innestai il cervello e mi dissi: non sei pronto, hai già fatto troppi danni, molla. Decisione giustissima, a posteriori: era un periodo della mia vita molto incasinato, nel quale stavo male e avevo una fortissima pressione addosso per cause esterne. In pratica decisi di usare il poker come fonte di reddito principale quando ancora non ero minimamente in condizione di poterlo fare.
Morale della favoletta: siate umili, curate lo studio, lavorate sulla mente, non trasferite ai tavoli la vostra "real life" mai!
Ora il fatto di essermi riavvicinato al poker cominciando a scrivere articoli per il sito (p.s. domani nuovo editoriale, poi metto il link: leggetelo o vi corco
) mi ha convinto a rimettermi in gioco, stavolta senza fare lo Steve McQueen de sta ceppa. Ho ripreso a bazzicare i coaching sentendomi dire "Ma cosa ci fai qui tu?" (n.b. e che so, Phil Ivey? :D), faccio le session review, mi sono armato di pazienza, HUD (che non avevo mai utilizzato, visto che mi sentivo il figlio di dio), SHC e tanta disponibilità ad ascoltare.
Quindi, a chiudere questa bibbia, aggiungo: qualsiasi consiglio è bene accetto: ai micro mi sento come un adolescente di 32 anni che si avvicina al poker per la prima volta. Se la faccio grossa siete autorizzati a sculacciarmi.