Sta volta avete latitato....
:f_zZz:
Vabbè, continuo
Ho realizzato una matrice minima, in cui sul lato verticale ho inserito tre condizioni di volatilità (alta, media, bassa) dove al posto degli aggettivi possiamo avere dei numeri tipo quelli sopra indicati e sul lato orizzontale altre tre condizioni di volatilità della volatilità (alta, media, bassa) anche qui vale lo stesso discorso e posso inserire numeri ben precisi.
Avremo 9 incroci tra volatilità e VdV ed ognuno avrà caratteristiche specifiche, ognuno da gestire in modo differente.
Lo considero una sorta di strumento di pianificazione strategica, usato per valutare i punti di Forza, quelli di Debolezza, le Opportunità e le Minacce.
Aiutami a definirla più esattamente possibile.
Analizziamo la matrice ottenuta. Tra parentesi, coll’ordinale viene attribuito un numero da 1° (scenario migliore) a 9° (scenario peggiore)
Una prima considerazione da fare è che al crescere della volatilità (ampiezza del range medio di oppo) e della volatilità della volatilità (ampiezza della deviazione standard del range rapportata al range medio) l’operatività diventa sempre più difficile, a causa di un crescente rischio di falsi segnali (bluff), che rende necessario un gioco molto attento alle piccole variazioni, con conseguente rischio di perdite elevate.
La situazione peggiore infatti è la condizione I, caratterizzato da volatilità ALTA e MOLTO INSTABILE. È il peggiore che si può trovare, con rischi molto elevati e difficili da gestire, anche psicologicamente. Il rischio di grosse perdite, in tempi brevi, consiglia di evitare tale confronto, da considerare come il peggiore in assoluto.
All’estremo opposto vi è l’oppo A, con volatilità MOLTO BASSA e decisamente STABILE. È uno oppo con cui mancano veri rischi ma mancano anche e sopratutto opportunità: l’unico elemento certo rimangono i costi di gioco (rake). Sono oppo logoranti che pesano sui risultati con uno stillicidio lento ma inesorabile sull’equity line, proprio a causa della rake.
Si può pensare di avere un profitto nel medio lungo periodo se si riesce a sfruttare un qualche debolezza di fondo. L’assenza di volatilità logora i player meno solidi, costretti a continue piccole perdite, in termini percentuali, ma aggravate dalla rake, in termini relativi, che porta ad una performance decisamente pessima.
La fase più profittevole sembra essere la B, caratterizzata da una volatilità MEDIA ma decisamente stabile. In tale scenario i bluff sono pochi e c’è un risk-reward adeguato. Il migliore scenario in assoluto, tra i possibili.
Altre due fasi interessanti sembrano essere la E (volatilità media e mediamente stabile) e la C (volatilità alta ma molto stabile). In entrambi i casi i bluff sono ridotti al minimo, ed il gioco non è difficilissimo. Il risk-reward sicuramente interessante
La fase D (volatilità bassa e mediamente stabile) e la fase G (volatilità bassa ma molto instabile) sono poco interessanti, gli spazi profittevoli sono molto ridotti, con rischi di bluff (fase G) e elevata incidenza della rake (fase D)
Le fasi negative più pericolose, oltre alla condizione I già esposta, sono la H (in cui la volatilità è media ma MOLTO instabile) e la F (volatilità alta e mediamente stabile), in cui il rischio di bluff ed il timing difficile, con conseguente rischio di elevati e frequenti fold, rendono sconsigliabile il gioco.
Specifico che in questo contesto quando parlo di molti bluff più specificamente lo intendo come falsi segnali. Più correttamente dovrei parlare di OverBluff intendendo con questo termine la possibilità di ampliare irragionevolmente la % di bluff.
Semplificando, possiamo infine dividere le 9 condizioni in tre gruppi:
- B, E e C: profittevoli
- A, D e G: neutre, poco interessanti
- I, F e H: negative
Risulta evidente come capire contro quale oppo ed in che contesto tavolo/field ci troviamo, è fondamentale per evitare di giocare in condizioni negative. Tutto ciò indipendentemente da considerazioni sulle nostre abilità e sui livelli di gioco, che devono quindi essere effettuate dopo quest’analisi della volatilità